Whistleblowing, la EU avvia una consultazione pubblica

La Commissione EU ha avviato una consultazione pubblica mediante un questionario sul tema del WHISTLEBLOWING.

Obiettivo della consultazione è raccogliere le opinioni sul tema del whistleblowing, di un’ampia gamma di soggetti interessati, comprese le autorità pubbliche, i giudici, i pubblici ministeri, i difensori civici, le istituzioni e agenzie dell’UE, le organizzazioni internazionali, le imprese private, le associazioni professionali e commerciali, le organizzazioni e associazioni sindacali, i giornalisti, i rappresentanti dei media, la società civile, il mondo universitario e il pubblico in generale.

Le domande del questionario consentiranno di raccogliere informazioni, opinioni ed esperienze sui vantaggi e gli svantaggi della protezione degli informatori; sugli elementi che sono importanti per un’efficace protezione degli informatori; sui problemi a livello sia nazionale che dell’UE derivanti dalle lacune e carenze del sistema di protezione degli informatori e dalle differenze in tutta l’UE, come pure sulla necessità di standard minimi di protezione.
Al survey è allegato un breve testo di presentazione della problematica del whistleblowing che riportiamo interamente in basso.

Mentre in Italia è all’esame del Senato il Ddl n.2208 che tende a regolamentare la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui sono venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro, sia nel pubblico che nel privato.

A questo link la versione in italiano del questionario.

Fonte: www.politicatrasparente.it

Consultazione pubblica sulla “protezione degli informatori (whistleblowers)”

Nell’ambito delle loro attività, i singoli possono imbattersi in informazioni riguardanti atti oppure omissioni che costituiscono una minaccia o un pregiudizio per il pubblico interesse (ad es. frodi, corruzione, evasione fiscale, minacce alla salute pubblica e alla sicurezza, alla sicurezza alimentare e alla protezione dell’ambiente, cattiva gestione dei fondi pubblici, abuso di dati personali, uso illecito di informazioni private o privilegiate, riciclaggio di denaro, ecc.).
Fornendo informazioni o comunicando tali atti oppure omissioni (in inglese “whistleblowing”), possono contribuire a scongiurare un danno all’interesse pubblico.
Se da un lato la trasmissione di informazioni abusive o malevoli va evitata, dall’altro le persone che nutrono reali preoccupazioni riguardo a una minaccia o a un pregiudizio al pubblico interesse dovrebbero poterle comunicare senza preoccupazioni: segnalandole all’interno dell’organizzazione, in modo che il datore di lavoro abbia la possibilità di affrontare la questione, o a un ente di controllo, se il datore di lavoro non è tenuto o non può essere ragionevolmente tenuto ad agire in merito alla segnalazione, o anche al pubblico, se altri canali di comunicazione adeguati non esistono o non hanno dato risultati positivi.
La Commissione sostiene pienamente l’obiettivo di protezione degli informatori contro le ritorsioni.
Il timore di ritorsioni può avere un effetto dissuasivo sui potenziali informatori.
Proteggere gli informatori dalle ritorsioni può quindi contribuire a tutelare l’interesse pubblico e a consolidare lo Stato di diritto e la libertà di espressione, sanciti dall’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
L’UE svolge un ruolo importante nell’aiutare gli Stati membri a proteggere l’economia legale dalla criminalità organizzata, dalle frodi finanziarie e fiscali, dal riciclaggio del denaro e dalla corruzione, che ostacolano lo sviluppo economico e la competitività e lo Stato di diritto.
Nella sua comunicazione del 5 luglio 2016, su ulteriori misure per rafforzare la trasparenza e la lotta contro l’evasione e l’elusione fiscali, la Commissione ha sottolineato che la protezione degli informatori nel settore pubblico e nel settore privato contribuisce a contrastare la cattiva gestione e le irregolarità, compresa la corruzione transfrontaliera relativa a interessi finanziari nazionali o dell’UE.
Ha posto in evidenza la necessità di adottare misure efficaci per tutelare coloro che segnalano o divulgano informazioni sulle minacce o su un pregiudizio al pubblico interesse, contribuendo in tal modo all’aumento dell’individuazione delle frodi e dell’evasione e dell’elusione fiscali.
Il diritto dell’UE contiene già disposizioni per proteggere gli informatori da alcune forme di ritorsione in settori diversi, che vanno dall’audit e dal riciclaggio di denaro ai segreti commerciali, agli abusi di mercato, ai requisiti patrimoniali e ad altri strumenti di regolamentazione dei servizi finanziari.
Dalle discussioni svoltesi al convegno annuale sui diritti fondamentali del 2016 sul tema “Pluralismo dei mezzi d’informazione e democrazia” e dalla relativa consultazione pubblica è emersa una forte preoccupazione circa la mancanza di un’efficace protezione degli informatori in tutta l’UE e le ripercussioni negative sulla libertà di espressione e il diritto del pubblico di accedere alle informazioni.
Il giornalismo d’inchiesta si basa sulle testimonianze di informatori che, a loro volta, hanno bisogno di protezione per sentirsi sufficientemente sicuri da fornire ai giornalisti informazioni di pubblico interesse.
La protezione degli informatori agevola pertanto il ruolo di vigilanza svolto dai giornalisti investigativi nelle società democratiche.
Al fine di rafforzare la protezione degli informatori, la Commissione sta valutando la possibilità di interventi orizzontali o di ulteriori azioni settoriali a livello dell’UE, nel rispetto del principio di sussidiarietà.
La presente consultazione pubblica contribuirà alla valutazione – senza, tuttavia, pregiudicare qualsiasi azione dell’Unione europea né anticipare la fattibilità giuridica di un intervento dell’UE per quanto riguarda i limiti della competenza dell’Unione.
L’obiettivo è raccogliere le opinioni di un’ampia gamma di soggetti interessati, comprese le autorità pubbliche, i giudici, i pubblici ministeri, i difensori civici, le istituzioni e agenzie dell’UE, le organizzazioni internazionali, le imprese private, le associazioni professionali e commerciali, le organizzazioni e associazioni sindacali, i giornalisti, i rappresentanti dei media, la società civile, il mondo universitario e il pubblico in generale.
Le domande del questionario consentiranno di raccogliere informazioni, opinioni ed esperienze sui vantaggi e gli svantaggi della protezione degli informatori; sugli elementi che sono importanti per un’efficace protezione degli informatori; sui problemi a livello sia nazionale che dell’UE derivanti dalle lacune e carenze del sistema di protezione degli informatori e dalle differenze in tutta l’UE, come pure sulla necessità di standard minimi di protezione.
Se desiderate fornire ulteriori informazioni (ad es. un breve documento che illustri la vostra posizione) o sollevare punti specifici non contemplati dal questionario, potete caricare documenti aggiuntivi al termine del sondaggio.
Si prega di notare che il documento caricato sarà pubblicato insieme alla risposta al questionario.
Il questionario è il contributo essenziale alla presente consultazione pubblica aperta.
Il documento facoltativo servirà unicamente come informazione supplementare per comprendere meglio la vostra posizione.



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