Qualità, sostenibilità, risk management: un triangolo vincente per la previdenza complementare?

di Maria Assunta Trocchia
Protection Trade

Nella mia esperienza professionale ho incontrato il primo fondo pensione nel 2011, quando, con Protection Trade, ho supportato Fondo Pensione Pegaso nel percorso di certificazione secondo la norma (di allora) ISO 9001:2008, attività che continuiamo a svolgere per l’aggiornamento del Sistema Qualità e il mantenimento della certificazione alla norma, ora ISO 9001:2015.

Con questa intervista ad Andrea Mariani, Direttore del Fondo Pensione Pegaso dal 2009, cercheremo di comprendere come la scelta di dotarsi di un Sistema Qualità possa aiutare un fondo pensione a sviluppare meglio la propria attività.

Preliminarmente riterrei opportuno chiedere se dopo 9 anni Pegaso rifarebbe la scelta di certificarsi secondo la norma ISO 9001.

Innanzitutto è opportuno premettere che la scelta di dotarsi di un Sistema Qualità rimane piuttosto inusuale nel mondo dei fondi pensione contrattuali, dove oltre a Pegaso i casi di certificazione sono piuttosto limitati (Fondenel e Fondo Pensioni del Personale del Gruppo BNL/BNP Paribas Italia).

Per il nostro fondo pensione questa scelta è stata molto importante, perché ci ha permesso di compiere un percorso personalizzato di crescita organizzativa e comunicativa che nel tempo ha mostrato il suo valore aggiunto.

In particolare, nell’attuale fase di adeguamento alla Direttiva IORP II, il fondo ha tratto molto vantaggio dall’aver già predisposto alcuni presidi nel Sistema Qualità (Es. Piano di Comunicazione Strategico, Mappatura dei Rischi, Valutazione dei Fornitori,…).

Quindi risulta piuttosto facile rispondere che rifarei senza dubbio questa scelta, con la consapevolezza dei benefici ottenuti, sebbene nel 2011 sarebbe stato piuttosto difficile prefigurarli.

 

Nel 2014 il fondo pensione Pegaso ha avviato un percorso per diventare un investitore “sostenibile”, sottoscrivendo i PRI (Principles of Responsible Investment) e accedendo al più grande network a livello globale di soggetti impegnati in tali tematiche. C’è un legame fra questa decisione e quella di 3 anni prima di dotarsi di un Sistema Qualità?

La domanda è senza dubbio sfidante. Apparentemente non sembrerebbe esserci una relazione fra i due eventi e il tentativo di individuare qualche tipo di collegamento potrebbe sembrare un “volo pindarico”.

La scelta di diventare un investitore attento ai temi della sostenibilità può sicuramente essere posta in collegamento con l’obiettivo di fornire un servizio di qualità e di prestare attenzione a tutti gli stakeholders coinvolti.

Un altro aspetto non trascurabile è quello di considerare la tematica dal punto di vista degli emittenti: se non tutte le imprese certificate ISO 9001 saranno attente ai temi della sostenibilità, sarà piuttosto facile verificare che le aziende valutate in modo migliore dal punto di vista della sostenibilità avranno predisposto nel tempo diversi Sistemi di Gestione certificati per diverse norme (Qualità, Ambiente, Sicurezza).

Da questo punto di vista comprendere il valore di un Sistema di Gestione della Qualità permette di capire perché un’azienda che mette al centro la sostenibilità abbia maggiori probabilità di sopravvivere rispetto alle aziende che non lo fanno. Anche le migliori intenzioni, se non sono supportate da un solido approccio strategico e organizzativo, rischiano di naufragare.

 

Quindi il rispetto di una norma volontaria quale la ISO 9001:2015 può aiutare a rispettare meglio le normative di settore e rendere più robusto il fondo pensione, anche in un momento di transizione quale quello attuale che vede i fondi pensione impegnati ad adeguarsi alle Direttive europee IORP II e SRD II?

Sembra strano pensare che aggiungere una normativa possa “semplificare”, ma la realtà è che il Sistema di Gestione Qualità aiuta a focalizzare questioni trasversali che, in qualche misura, possono emergere in momenti diversi di una normativa di settore, fornendo un approccio complessivo che può servire di volta in volta a focalizzare nel modo giusto le singole questioni.

 

In particolare l’attenzione alla gestione dei rischi, può essere un aspetto che mette in connessione il Sistema di Gestione della Qualità, la sostenibilità degli investimenti e l’attuale adeguamento normativo a IORP II?

Sono profondamente convinto che la gestione dei rischi sia il filo rosso che collega i diversi temi trattati in questa intervista. La norma ISO 9001:2015 ha introdotto l’approccio risk-based che ritroviamo nella Direttiva IORP II e che istituisce per i fondi pensione la funzione fondamentale del risk manager e che richiede al Consiglio di Amministrazione di effettuare una mappatura dei rischi, fra i quali quei rischi derivanti dalla considerazione dei fattori ESG (ambientali, sociali e di governance).

Aver introdotto nel Sistema Gestione della Qualità di Pegaso una mappatura dei rischi ci ha permesso di affrontare l’argomento con anticipo e di metabolizzarlo con gradualità, sebbene ora stiamo rivedendo quest’attività attraverso le lenti della Direttiva IORP II e con il supporto della funzione di gestione dei rischi.

 

In conclusione, consiglieresti a un collega di dotarsi di un Sistema di Gestione della Qualità?

L’ultima domanda è insidiosa perché potrei perdere qualche amicizia!

Lasciando da parte le battute, ritengo che ci siano due motivazioni per affrontare il percorso di costruzione e certificazione di un Sistema di Gestione della Qualità: il primo è quello di dotarsi di una metodologia per organizzare la propria attività, che prescinde dalle peculiarità di settore. Il secondo è quello di permettere all’organizzazione di compiere una fase di ulteriore crescita e maturazione, attivando in modo proattivo un cambiamento che può essere sempre opportuno in un istituto di welfare che esiste da 20 anni e che mi auguro possa esistere per ancora molti anni.



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